La passione per la musica ha per me lo stesso peso dell'architettura. Imparare a suonare il basso mi ha spinto ad analizzare l'ambiente fisico dell'esecuzione, partendo proprio dalla progettazione di una sala prove. Questa necessità pratica si è evoluta in uno studio analitico del comportamento del suono, sia in fase di registrazione che di riproduzione. Comprendere a fondo l'interazione tra onde sonore, geometrie spaziali e materiali – supportato da strumenti di calcolo e misurazione come Pachyderm e REW – mi permette oggi di governare l'acustica degli spazi. Applico questi principi dalle sale d'ascolto fino ad aule scolastiche e uffici, ambienti in cui l'intelligibilità del parlato e il comfort acustico definiscono, di fatto, la qualità oggettiva del progetto architettonico.
Questo spazio è stato interamente sviluppato sperimentando con l'Intelligenza Artificiale. Un dialogo continuo tra intuizione umana e capacità computazionale, dimostrando come gli strumenti AI possano espandere i confini dell'architettura e del web design.